lunedì, 08 giugno 2009

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-          Alla finestra, la prima luce disegna la cartografia

di un giorno nuovo, eppure è tua la voce consueta

che bisbiglia come pioggia lieve, un sussurro ed un sorriso

all’eco della risacca – il tremito d’argento degli olivi – frutti

antichi della terra e sapori nuovi del mondo…dalle tue mani

ricevo il primo cibo del mattino, il primo bacio che si sveglia

dalle labbra ed ha sapore di grano e miele. E muta per un istante

respiri nel profondo scuro dei tuoi occhi e respiro mi infondi.

postato da: poetavago alle ore 18:19 | Permalink | commenti (1)
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giovedì, 04 giugno 2009

elicriso_2










Quel che conosco delle stagioni dei fiori

si conta appena in pochi gesti,  una carezza

lieve per non sgualcire il colore, un sorriso

solo un accenno da cogliere; pure,  so che alcuni

fiori hanno bisogno di sabbia per mettere radici,

eco di marea che non gli faccia conoscere mai

il gelo d’inverno, il volto umido dell’alba.

postato da: poetavago alle ore 22:11 | Permalink | commenti (1)
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