mercoledì, 16 aprile 2008

Notte e voce, giorno e silenzio
 
 
Non fosse altro che per i tuoi occhi
dimentichi del sonno, la notte potrebbe
dimenticare me, perduto nel fondo
della tua voce che racconta giorni
che con te non ho vissuto. Soli e mari
di un altro passato, città e strade
che non mi hanno visto mai.
 
Fosse altro che attendere la notte,
il giorno potrebbe fare a meno di me:
ombra inquieta che aspira attesa,
espira silenzio...
 
 
[ La prima poesia dopo mesi di astinenza...non siate troppo severi, per favore ]
postato da: poetavago alle ore 08:40 | Permalink | commenti (5)
categoria: