venerdì, 26 ottobre 2007
Disegnata
Gli appunti che tratteggio a matita
sono i silenzi che tu ascolti,
la carezza d'ombra che segna
il tempo e si stempera
nella punta di grafite del tuo sguardo
posato su uno spazio bianco: l'attesa
tra pronunciato e taciuto.
Così, ogni segno diventa cerchio concentrico
e variazione a spirale, dove tu sei fulcro e perno,
tema e disegno.
postato da: poetavago alle ore 12:36 | Permalink | commenti (3)
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lunedì, 22 ottobre 2007

...

La tua voce ad un'ora insolita
- appuntamento inatteso -
porta tracce di neve e cielo e inverno,
perchè così deve essere in questo mutare
di stagione. Così è mentre sguscio
fuori dalla tana e fiuto l'aria di città
e il traffico dal lento fluire.
Così è, mentre dalla tua distanza
ti vedo - bianca schiena - diventare rifugio
pudico al gesto di offrire il seno
alla piccola bocca che reclama
il tuo giusto sapore di donna.
postato da: poetavago alle ore 13:29 | Permalink | commenti (1)
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lunedì, 22 ottobre 2007

A Elena, più di sempre.

Itinerario

Il lungomare

Riconoscere gli occhi sulla strada percorsa
a ritroso dalla città vecchia, nelle piazze,
nei mercati sommersi d'ombra e di sole,
lungo l'itinerario certo della tua mano
che mi conduce dove il selciato discende al mare,
e poi riporta indietro, in vista del porto per seguire
il ritorno dalla pesca. Risalire il vicolo
tra case rosse di fresco e di tramonto
playadove la pietra irradia calore e concede sosta.
Imparo questa città nuova nei tuoi sguardi,
nei tuoi gesti, nel suono della tua voce che vibra
e tiene in pugno i miei silenzi di carta.
Il porto
postato da: poetavago alle ore 08:38 | Permalink | commenti (2)
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mercoledì, 17 ottobre 2007
Principio d'autunno
 
Il prospetto della nostra linea d'occhi
è mare cangiante nel vento lieve da est;
il colore che impasta le nostre dita è silenzio di pane
condiviso e profumo di frutti,
da spartire su questa riva di terra che sale
come sapore alla lingua, sete alla gola
che disegna sulle labbra una crepa sottile
di sorriso e di sole.
postato da: poetavago alle ore 10:00 | Permalink | commenti (1)
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lunedì, 15 ottobre 2007

Piccola poesia

La voce, la tua, senza negazioni

si riflette sulla superficie quieta

della notte. Il primo freddo

è un assaggio di nebbia cittadina,

così, il risveglio nei tuoi occhi, intenso

specchio di un'essenza di vetro.

postato da: poetavago alle ore 16:54 | Permalink | commenti (2)
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