La tua voce mi dice che mai sei stata
più pronta per l'estate, con un fremito
selvaggio e istintivo, desiderio dell'acqua
e del sale; e ombra nuda, sulla sabbia
già seduci il sole!
La tua voce mi dice che mai sei stata
più pronta per l'estate, con un fremito
selvaggio e istintivo, desiderio dell'acqua
e del sale; e ombra nuda, sulla sabbia
già seduci il sole!
Il giorno, ostinato, come sempre,
si presenta con le sue lunghe mani
di sole, con agili accordi di nuvole,
semplice, come un facile refrain
sul quale io - discorde e dissonante -
contro canto una parola sola: notte.
Già, notte. Parole sognante di buio e stelle,
preziosa eco di luce, gelosia del giorno
che diverge lungo un'altra strada.
Il mare. Indubitalmente il mare
nei colori che ti vestono, nel taglio degli occhi
assottigliato dal sole. Il mare, già, come rumore
di fondo in fondo alla tua voce.
La terra, senza remore, la terra
nel sapore pieno delle tue labbra:
primitivo arso dall'estate, olivo tenace
nella sua stagione di gesti antichi.
Ripensavo alla frase di pochi giorni fa: "buongiorno mondo"...poco troppo poco da scrivere. Una semplice frase, parto di una mente stanca, di un'anima - essenza, preferisco chiamarla, di solito - sonnolenta. Già.
Da troppo tempo non appoggio una punta di penna su una pagina bianca. Una volta bastava qualche momento di tempo, pochi segni di inchiostro a lasciare impronte sul foglio. Adesso...mi sento vuoto...eppure in questo vuoto percepisco un'ombra, sfuggente, inafferrabile ancora...un'ombra di sillabe e righe ordinate. Una macchia di inchiostro nero, riflessi di luce...le parole - la poesia - ancora mi sfugge.
Di nuovo. Buongiorno mondo!