IL POETA
Sul tavolo di legno ormai consumato dalle tarme, una candela ardente
Illumina il volto scarno,sofferente, del poeta
i suoi occhi profondi,malinconici si perdono nel vuoto..
chissà dove vola la sua mente,chissà che pensieri lo tormentano...
La sua mano impugna una penna gocciolante d’inchiostro,logorata dalla scrittura
nell’altra mano, un bicchiere d’assenzio dove affogare la realtà ,cercare l’illusione di se stesso...
Nel posacenere una sigaretta si consuma da sola ,nebbia di tabacco si diffonde nella stanza
restando intrappolata dalle ragnatele che segnano il tempo ormai passato…
Nel silenzio,si ode la punta umida d’inchiostro che scorre su carta ruvida
che parla della sua vita....dubbi ,paure, incertezze.. Oscurità, sua amica.. sua nemica..
Inconscio, amato.. odiato.. così dannato da trovarlo attraente.. spaventoso..
Chino su se stesso,stanco della notte insonne, posa il capo pesante sul tavolo
addormentandosi con l’arrivo dei primi spiragli di luce che filtrano attraverso le persiane
come quasi destarlo dal sonno, accarezzarlo dolcemente per riportarlo al quotidiano.
Lasciamo riposare questo poeta..
Lasciamo riposare la sua mente stanca di troppo pensare..
Fuori dalle mura inizia un altro giorno di vita.. dentro iniziano i suoi sogni...
Sul tavolo di legno ormai consumato dalle tarme, una candela ardente
Illumina il volto scarno,sofferente, del poeta
i suoi occhi profondi,malinconici si perdono nel vuoto..
chissà dove vola la sua mente,chissà che pensieri lo tormentano...
La sua mano impugna una penna gocciolante d’inchiostro,logorata dalla scrittura
nell’altra mano, un bicchiere d’assenzio dove affogare la realtà ,cercare l’illusione di se stesso...
Nel posacenere una sigaretta si consuma da sola ,nebbia di tabacco si diffonde nella stanza
restando intrappolata dalle ragnatele che segnano il tempo ormai passato…
Nel silenzio,si ode la punta umida d’inchiostro che scorre su carta ruvida
che parla della sua vita....dubbi ,paure, incertezze.. Oscurità, sua amica.. sua nemica..
Inconscio, amato.. odiato.. così dannato da trovarlo attraente.. spaventoso..
Chino su se stesso,stanco della notte insonne, posa il capo pesante sul tavolo
addormentandosi con l’arrivo dei primi spiragli di luce che filtrano attraverso le persiane
come quasi destarlo dal sonno, accarezzarlo dolcemente per riportarlo al quotidiano.
Lasciamo riposare questo poeta..
Lasciamo riposare la sua mente stanca di troppo pensare..
Fuori dalle mura inizia un altro giorno di vita.. dentro iniziano i suoi sogni...

