
Il lavoro in questi giorni non mi dà tregua...
se passate di qui...lasciate almeno un'impronta, un sorriso... un post-it!

Il lavoro in questi giorni non mi dà tregua...
se passate di qui...lasciate almeno un'impronta, un sorriso... un post-it!

A Kismat
Mi riapproprio di una poesia che avevo quasi dimenticato...
già pubblicata in Manualedimari
Mutazioni
Il tuo nome è stato
sulle mie labbra
così a lungo
da mutare in linguaggio e gusto,
dove parola e silenzio
erano fuga e presenza
adesso sto io -
come simulacro e cartiglio
bianco e vuoto
senza rito nè officiante.
Le mie mani hanno cercato le tue
tanto a lungo
da non avere più impronte nè tatto
come dita d'ombra, prese di respiro
perchè adesso sei notte senza vento.
I tuoi occhi sono stati
così a lungo il mio orizzonte
da mutare in atlante e mappa,
dove ogni cardine
era rotta e sentiero
adesso sto io - viandante
smarrito, pellegrino perduto.

non conosco nulla al mondo

Sei di cattedra tu, oggi
in questo seminario d'assenza
tenuto dalla pioggia fuori del vetro,
da una città senza rumore,
e come unico intermezzo una sessione di silenzio:
nè pausa di fiato, nè ricerca di una nuova voce...

(Senza titolo)
Il tempo non ha alcun riguardo
per me, bizzarro tessitore di ore
lente e trame di nebbia
che sono laccio sempre più stretto
attorno al mio bisogno di respiro.
La chiamo ansia, non so altro nome
per questa voglia di fuga,
questo timore di una partenza
fantasma. Non mi muovo, mentre
l'orizzonte mi trema negli occhi.
(Senza titolo)
Guardo acqua, di lontano,
poichè questa città è un miraggio
senza ombre nè voce,
perchè le parole sono nuvole infrante
contro un orizzonte disuguale.
Respiro mare, solo pensando
che non c'è traffico lungo le strade,
ma una musica errante
che non ha forma, e come chiave
un accordo di sillabe.
Piccolo pensiero frettoloso
Guardo il sole che tramonta sulla città...
un tenue rosso che sfuma lento verso il buio...
penserò a te stasera, come a una stella lontana
che mi bacia al principio della notte...
Piccolo pensiero frettoloso
Cerco aria, dentro questo sole d'inverno
incapace di calore al freddo monotono
della città. Conosco risvegli di neve fitta,
notti di stelle ferme contro il vetro...
ma non è l'odore della montagna di cui ha fame
il mio respiro, adesso ho negli occhi ombre di marea.