giovedì, 27 ottobre 2005

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Festa in maschera  (frammento)

 

...Tralascio ogni contorno, dimentico

qualunque ritmo, mentre seguo

assorto il passo a-solo della tua ombra,

l'inquieta fuga dei piedi sull'assito chiaro;

hai tormenti di fiati e pause di archi

nei tuoi gesti d'invito. Danza! sembri dire

con le mani protese, baciami

con bocca muta e volto oscuro! ...

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giovedì, 27 ottobre 2005

onde

 

Spiaggia   (frammento)

Vengono a salutarmi, questi

giganti del mare, ammansiti

con passo lieve e lenta spuma.

Li chiamano onde, per me

dimenticano anche il nome

recando voci lontane da opposte rive...

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mercoledì, 26 ottobre 2005

cristalli4

(Poesia [?] in cerca di un titolo)

...finalmente!

Il vento non può raggiungermi qui,

nè raccontarmi come vivi. Non giunge

qui la minima notizia di un bacio, il discreto

sussurro di un desiderio; in questo antro di strega

la notte non arriva più col suo nudo di luna,

nè il sole conosce ombra da disegnare

con tocco ardente. Io brucio,

in questa grotta di fata, al calore freddo

dell'acqua che anima laghi...

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mercoledì, 26 ottobre 2005

donna-vetro(Appunti dal silenzio)

 

Questo è l'ultimo discorso della notte,

poichè tu mostri già la fronte all'alba

che misura le ombre spente dei sogni.

Perdona questa mia parola ancora in sonno,

amore, così voglio chiamarti al risveglio,

senza pudore, perchè nulla rimanga taciuto.

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giovedì, 20 ottobre 2005

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Satiro e Ninfa

"Ho temuto di smarrirmi

- lontano da sentieri di bosco -

lungo questo cammino d'orizzonte

e terra cedevole al passo. Quest'aria

ha rumore vago, come bordone di temporale distante,

e respiro fragrante, amaro di sete. Ho temuto di smarrirmi

- lontano da radici e antiche scorze di tronchi -

prima di avere negli occhi una forma danzante,

di acqua e musica... eri tu, che dopo avermi guardato

hai posto le tue impronte davanti al mio ritorno."

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giovedì, 20 ottobre 2005

      mano

 

 

 

   Silenzi di Eva

Alla fine, discendo ancora nel silenzio

per resistere al canto serrato che mi opprime

con dita di ghiaccio, con presa menzognera.

Desidero voce, ma le parole hanno ruggine

e graffiano in gola, sbarre di prigione e torpore di ali...

eppure hanno eco, colpo dopo colpo, per strapparti via

dal tuo regno nero...

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mercoledì, 19 ottobre 2005

foglieemuschio

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ninfa e Satiro

"Mi sono sentita straniera

- io che vengo da riva di mare -

guardandomi in quest'acqua fuggente,

lanciandomi a guado su pietre vestite.

E' così differente questa superficie

dal filo scolpito dello scoglio; tanto diverso

questo suono dal ritmo spezzato e lento

della marea. Mi sono sentita straniera -

dove non c'è sabbia in terra, ma foglie

e rami da fuoco, e sibili e frulli d'ali al posto

di guizzi di pesci, calme spinte di pinne e code...

è questo dunque il corso del sole, qui è dove

i tuoi passi hanno preso abbrivio e sono tornati?"

postato da: poetavago alle ore 12:11 | Permalink | commenti (7)
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mercoledì, 19 ottobre 2005
profilo
(per l'immagine : www.brunotonelli.com)
Donna d’inverno
 
 
Potessero le tue tenere mani e le mie
trovare una simmetria d’incontri pura
e perfetta come la curva delle nostre labbra
che invocano baci e reciproci segreti,
non avrebbe più senso né peso questo cielo
di piombo calato sulle nostre teste,
sarebbe più forte quest’alba pigra per sollevare il giorno,
meno fredda l’aria fuori dove ogni respiro
acquista vita in un soffio di vapore.
Potessi stare a guardare mentre senti il pavimento gelido
a contatto coi piedi nudi, l’aria fredda impossessarsi della
tua pelle altrettanto nuda, certa che di lì a poco avresti
scordato tornando a letto…
Dal balcone vedremmo, sfumate da distanza e nuvole
le cime dei monti addormentati, le curve decise dei declivi
che ne assecondano la discesa a valle, le rughe profonde dei burroni
scavati dall’acqua, segnati dal tempo, i boschi neri di alberi possenti in lotta per sciogliersi dall’abbraccio della soffice neve.
E su tutto, il tuo profilo morbido, la massa sciolta dei tuoi capelli che ricadono mentre ti chiamo….
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martedì, 18 ottobre 2005

Parole di Eva

 

"Che suono avrebbe una stilla d'acqua

su questo specchio fermo che mi ostino

a sentire come anima? Quali graffi

inciderebbero sulla mia pelle

queste spine che in mente chiamo pensieri?

Se solo osassi, con la punta di un dito

infrangere questa superficie immota,

quale silenzio sfiderebbe il rumore di schegge

di voce?

Il suono avrebbe consistenza, il pensiero sangue,

le parole il timbro di un urlo... Saprei ascoltarmi."

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martedì, 18 ottobre 2005

Incontro fugace

 

Abbiamo vissuto un soffio di vento

in una giornata di sole - mentre io

ero artista di strada, con i miei accordi

improvvisati - tu, passante frettolosa

piena di sguardi, dispensatrice di silenzi -

Questo angolo di piazza è rimasto muto,

col sapore di trepida attesa, con profumo

di stagione trascorsa e dietro l'angolo

il rumore di passi che tornano...

postato da: poetavago alle ore 15:26 | Permalink | commenti (6)
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