lunedì, 08 giugno 2009

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-          Alla finestra, la prima luce disegna la cartografia

di un giorno nuovo, eppure è tua la voce consueta

che bisbiglia come pioggia lieve, un sussurro ed un sorriso

all’eco della risacca – il tremito d’argento degli olivi – frutti

antichi della terra e sapori nuovi del mondo…dalle tue mani

ricevo il primo cibo del mattino, il primo bacio che si sveglia

dalle labbra ed ha sapore di grano e miele. E muta per un istante

respiri nel profondo scuro dei tuoi occhi e respiro mi infondi.

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giovedì, 04 giugno 2009

elicriso_2










Quel che conosco delle stagioni dei fiori

si conta appena in pochi gesti,  una carezza

lieve per non sgualcire il colore, un sorriso

solo un accenno da cogliere; pure,  so che alcuni

fiori hanno bisogno di sabbia per mettere radici,

eco di marea che non gli faccia conoscere mai

il gelo d’inverno, il volto umido dell’alba.

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giovedì, 28 maggio 2009

Questa è per me. Buongiorno mondo!

La poesia è il salvagente
cui mi aggrappo
quando tutto sembra svanire.
Quando il mio cuore gronda
per lo strazio delle parole che feriscono,
dei silenzi che trascinano verso il precipizio.
Quando sono diventato così impenetrabile
che neanche l'aria
riesce a passare.


Kahlil Gibran

postato da: poetavago alle ore 08:29 | Permalink | commenti
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martedì, 26 maggio 2009

 

fresche mani

Latte di mandorla ed incanto di voce...

…una luna svanita traghetta il giorno verso inattese calure,
luce bianca corteggiata dall’ombra delle tue mani, le seguo
nei loro agili gesti sciolti, intente a mondare frutti di terra
dal guscio spezzato. Tu sai, con sapienza antica, la miscela
di spezie ed acqua che placa la sete. Più di tutto, ristora
il canto fresco della tua voce che chiama verso la sera.
postato da: poetavago alle ore 10:07 | Permalink | commenti (1)
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giovedì, 23 aprile 2009

Una frase che mi si agita nella mente da qualche giorno...

Quando la tua Terra è il mare, l'onda è il tuo orizzonte.

Per chi sa e comprende.

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domenica, 12 aprile 2009

Visione di tetti


Dalle tre finestre e dalla ringhiera si guardava in un cortile stretto e profondo come una torre, di cui non vedevi la fine; ma davanti l'occhio spaziava sopra una moltitudine di tetti e di tettucci, sovrapposti, accavallati l'uno all'altro, d'un uniforme colore bruciaticcio, con una moltitudine di abbaini e di soffitte sporgenti, di altane aperte, di comignoli di tutte le fogge, di tutti i colori, colle bocche nere, spalancate, sbadiglianti, con cappelletti in capo, di ferro, a guisa d'elmi, di visiere, di cuffie, di ombrelle: una folla insomma di figure che nella luce del crepuscolo e nelle notti chiare di luna parevano assumere un atteggiamento, un sentimento di vita.


(E. De Marchi)


...così ricordiamo le città e i paesi,conosciuti, amati e ora distrutti, e pensiamo a chi li abiterà ancora di nuovo e a chi non vivrà più.

postato da: poetavago alle ore 20:53 | Permalink | commenti
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venerdì, 10 aprile 2009
Certo me ne sarei andato già lontano, lontano fin dove s’apre il mondo,se non mi sovrastassero stelle prepotenti che hanno legato il mio destino al tuo, così che solo in te mi riconosco. [Goethe]
postato da: poetavago alle ore 11:49 | Permalink | commenti
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lunedì, 06 aprile 2009
A Elena.

Comprensione e affetto, non si misurano dal numero di parole, ne dal numero di incontri, ma da quanto profondamente può diventare tangibile quella consapevolezza assolutamente personale che qualcuno è stato e sa essere presente nella nostra vita anche al di là di quanto sia riuscito a conoscerci.

Le leggo ora queste parole, le faccio mie. Le divido con te che sai, con te che sei così.
postato da: poetavago alle ore 09:00 | Permalink | commenti (1)
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martedì, 02 dicembre 2008

Alla luce del giorno nuovo, le mie dita si impregnano di un riflesso di sole,

si impegnano a sciogliere nodi e ricongiungere capi. Nell'aria il disegno delle

ombre, il ritmo del tuo respiro che emerge dalla cattura…già…una trama di segni

che tesse ancora percorsi sulla tua pelle che scolora…dal livido limbo della

notte al presente chiaro di una nuova giornata…lasciando che tu esca incontro a

nuove incombenze, so cosa penserai tornando indietro…lo sai anche tu.

postato da: poetavago alle ore 14:14 | Permalink | commenti (1)
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martedì, 02 dicembre 2008

Cacciatori … annusano l'aria

cercano tra i fumi del saporito giaciglio

Le mie spoglie stanche

Non le trovo

Scomparse sotto il fuoco di parole cattive

Sotto l'indifferrenza del mondo

Sotto la falsità di un viso amico

Mostruose, riergeranno

Lontano

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